ALF (Global Awere Life Form)

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Home

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Proposte

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 In Italia

 

 

    

Il fondo pensioni non esiste più e i pensionati sopravvivono con i versamenti dei nuovi assunti. Quindi, ai lavoratori non è reso il dovuto per il lavoro svolto ma viene fatta loro della semplice "carità". Quando il Paese fallirà, chi ringrazierai per i contributi inutilmente sperperati?

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Negli ultimi 30 anni i politici hanno indebitato ogni famiglia (4 persone) di 230 milioni delle vecchie lire, per un debito pubblico che ha raggiunto dimensioni spaventose. Neppure degli incapaci sarebbero stati capaci di tanto, eppure, tutto sembra essere avvenuto con l'assenso popolare anche se in realtà non è affatto cosi. Cosa farai quando la montagna di debiti che sommerge tutti busserà alla porta?

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La Giustizia è allo sbando, guidata da un sistema studiato appositamente per far durare i processi il più a lungo possibile è incapace di far rispettare le leggi e finisce per arricchire solo avvocati e speculatori. Cosa farai quando avrai bisogno di far valere i tuoi diritti e scoprirai di non avere a chi rivolgerti per ottenere legalità? 

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Le Istituzioni hanno lasciato che la Mafia si diffondesse ovunque contaminando ogni attività del Paese. E' solo questione di tempo ma, ammesso non l'abbia già fatto a tua insaputa, la sua mano arriverà anche su di te. Cosa farai quando ti accorgerai di essere un "vessato" nelle mani di chi usa la tua ignoranza per privarti dei tuoi diritti? 

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Le tasse strangolano ormai imprese e famiglie, in compenso sono fatte pagare solo ai "babbei" onesti. Banche e pescicani invece, prosperano alle spalle di quelli che non si rendono neppure conto di essere sistematicamente derubati. Cosa farai quando, dopo averti spogliato di ogni avere, ti costringeranno ad adeguarti al sistema illegale per sopravvivere?

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Infrastrutture obsolete e burocrazia sono le prerogative delle società destinate  al fallimento. Dopo aver permesso che fossero dilapidate immense risorse per costruire una società sostanzialmente classista, illegale e corrotta, cosa farai quando non troverai lavoro e comincerai a considerare finanche "normale" spacciare droga?

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Le istituzionali italiane non considerano fondamentale la preparazione scientifica. Non importa se nei Paesi evoluti la ricerca è alla base della loro cultura, da noi, che siamo notoriamente molto più furbi degli altri, tutti vogliono diventare avvocati o politici. Unico modo per entrare a far parte della confraternita parassitaria di quelli che si arrogano il diritto a non essere perseguiti per i reati commessi. 

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L'attuale politica è ormai alla farsa. Espressione di un sistema privo di moralità ed onestà, tende fondamentalmente a nascondere la verità alla gente affinché non senta la puzza che sale dal suo interno. Cosa farai quando capirai che hanno usato l'informazione per condizionarti, vessarti e derubarti dei tuoi più elementari diritti? 

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Solo l'ignoranza può permettere tutto questo.

 

 

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Ignoranza frutto di un sistema d'informazione che fa degli italiani dei

sudditi servi, privi di libertà e coscienza della realtà.

 

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 Una cultura costruita appositamente

 per non far capire alla gente la fondamentale importanza della: 

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"Libertà d'informazione"

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Cos'altro deve ancora accadere perché gli italiani capiscano

 quanto sia distruttivo farsi negare un tale diritto?

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Messaggio ai seguaci di Grillo

Riassunto: clicca qui > word

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Questo messaggio è rivolto ai seguaci di Grillo per indurli a meditare su quanto sia fondamentale per se stessi e per tutti il rivendicare come primaria direttiva della vita la libertà d'informazione.

Tutti devono essere consapevoli che esiste un'unica possibilità per impedire al "Potere" di vessare le popolazioni: imporre il rispetto della libertà d'informazione.
Se non si hanno le idee chiare sul cosa abbia condotto l'Italia all'attuale degrado e corruzione, allora non si sa neppure da dove cominciare per cominciare a cambiare le cose. Se la società non comprende l'importanza della libertà d'informazione nella formazione della sua struttura di base è solo perché "qualcuno" o "qualcosa" ha imposto volutamente al sistema un grado di cultura drammaticamente basso. 
Imporre una corretta educazione tramite una seria e libera informazione è condizione irrinunciabile per chi vuole davvero costruire una società non esposta a vessazioni ed illegalità. Senza libertà d'espressione è pura illusione pensare di sconfiggere chi usa il potere per condizionare e sfruttare la mente della gente. 

L'unico strumento, in grado di far evolvere l'Italia ad una cultura superiore è quello di riportare l'informazione nei termini della legalità. Ricuperare l'emittente televisiva pubblica "Rai" al ruolo di educatore credibile, diviene quindi la condizione fondamentale da conseguire se si vuole almeno tentare di riportare un po' di civiltà e dignità in questo Paese.

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Cenni sulla libertà d'informazione

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Le informazioni assunte nel corso della vita costituiscono il bagaglio culturale di ogni individuo ed è con esse che gli uomini costruiscono poi la propria etica e morale. E' necessario quindi ricordare che sono  proprio i dati acquisiti a determinare di fatto le scelte e il comportamento dell'uomo nella sua esistenza. I Paesi avanzati sono ben consapevoli dell'importanza dell'informazione quando formano la struttura portante della società. Occorre però distinguere perché esiste un'enorme differenza tra il semplice diritto all'informazione e il diritto alla "libera informazione". A prima vista è difficile cogliere la sfumatura mentre esiste un abisso culturale che le separa poiché solo nella libertà d'espressione è consentito avere quella pluralità di vedute tale da consentire l'acquisizione del vero. La libera informazione delimita il confine che separa le comunità fondate sulla legalità da quelle invece esposte ad illegalità in quanto essa è l'unico strumento che può dare garanzie di controllo sulle direttive di potere. Il confronto libero delle idee è un principio che rappresenta una tra le più grandi conquiste raggiunte dall'uomo nel corso della sua evoluzione e non deve in nessun caso essere permesso che sia disatteso. Senza libertà d'informazione non esiste alcuna società veramente civile. 

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Condizione dell'Italia.

Il Paese Italia si trova in una situazione drammatica poiché esiste un deterioramento delle Istituzioni che coinvolge e condiziona sempre di più i Media e quindi la libera informazione. Nelle specifiche classifiche è collocata a livelli incredibili per una nazione che si dichiara civile e moderna. Occorre inoltre ricordare che la libertà d'espressione dovrebbe essere garantita dalla Costituzione, mentre sembra non costituire un'emergenza per i nostri Governi tanto poco considerano il problema. In realtà nessuno ne parla perché è proprio chi detiene il Potere nel Parlamento ad impedire critiche facendo credere ai cittadini che non sia cosi importante negare tale Diritto. Solo impedendo alla gente di conoscere le verità è possibile creare sistemi omertosi ed illegali che producono poi le lobby, le massonerie e altro di peggio che oggi ci ritroviamo in casa. Organizzazioni che proteggono gli interessi di pochi "speculatori", confidando in un'informazione studiata allo scopo di tenere nell'ignoranza l'intera popolazione. Ignoranza che, chiariamo meglio, deriva dal controllo effettuato sugli organi d'informazione da parte di una politica che ha tutto l'interesse a pescare nel torbido. I Parlamentari italiani non sono certo degli idioti e sanno benissimo quali sono le regole su cui dovrebbe fondarsi una società sana. Se non applicano regole corrette, quelle della Costituzione per intenderci, è solo perché la maggioranza di loro (non è necessario controllare tutti) ha interesse che tali regole rimangano sulla carta e non divengano operative. 

Se fossimo dei disonesti profittatori, cosa faremmo per favorire i nostri sporchi affari? Faremmo rispettare le leggi applicando la Costituzione alla lettera o favoriremmo un sistema dove la trasgressione, i controlli e le sanzioni siano talmente lassi da permettere ai disonesti di restare impuniti? 

Illegalità di ogni genere dilagano ormai senza controllo nel Paese toccando ogni settore politico, economico e culturale. La questione morale è un dettaglio irrilevante relegata ormai come parte del folklore locale. La popolazione è pressoché rassegnata a convivere con il malaffare e la corruzione poiché consta l'impotenza di opporsi ad un degrado che sembra sempre più inarrestabile. Quello italiano non è un Parlamento, ma un'associazione di "individui" che fanno gli affari loro a scapito della collettività e lo dimostrano ogni giorno disconoscendo nello spirito e nella sostanza la stessa Costituzione. Lo fanno controllando l'informazione che è il punto nevralgico da cui dipende la loro stessa sopravvivenza. Sino a quando riusciranno a controllare i Media, verranno vanificati i tentativi di coloro che lottano per i diritti di tutti e a nulla servirà chiedere nuove leggi, petizioni e referendum, poiché tali rivendicazioni resteranno disattese o svuotate dei loro contenuti. Non serve a nulla anche denunciare se poi nessuno viene condannato per le illegalità commesse e  ancora: a cosa serve lottare per una società migliore se poi viene distorta la verità per impedire all'opinione pubblica di essere informata? Politicamente parlando si può dire che hanno costituito un'associazione per delinquere finalizzata alla manipolazione dell'informazione per derubare i cittadini italiani dei loro diritti costituzionali più sacri. E non solo quelli.

Diviene indispensabile quindi scuotere dall'apatia e dalla rassegnazione un popolo che, con millenni di storia sulle spalle, accetta di essere succube di un manipolo di manigoldi che ha usato sino ad oggi l'informazione per costruire una società culturalmente arretrata per meglio vessarla e sfruttarla. 

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Piano: "Free Rai"

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Proposta per rivendicare la libera informazione.

Per ricuperare la libertà d'informazione all'Italia è necessario costringere le attuali forze politiche a non contaminare più l'informazione condizionando i Media. Proposito arduo da ottenere in quanto i poteri costituiti hanno occupato i centri nevralgici dell'informazione stessa. Quindi, solo una sollevazione generale può indurre a raggiungere detto scopo. 

Tutti hanno l'occasione di toccare con mano il degrado morale ed economico raggiunto da una politica che appare ormai fuori controllo. La gente non ne può più di essere presa in giro da un'informazione che in realtà è solo disinformazione. Si va a votare per scegliere il meno peggio e non perché consapevoli di un'occulata scelta. I problemi del Paese sono tali e tanti che tutti possono constatare l'impellente necessità di cambiare un sistema ormai agonizzante. Ma, cosa fare? Da dove cominciare per cambiare? La possibilità si presenta con un progetto che può costituire il detonatore capace di far saltare il sistema di illegalità imposto dall'attuale politica. Invito i lettori a valutare l'iniziativa ricordando che: un Paese senza libertà d'informazione è solo un Paese di schiavi, un Paese che merita di essere succubo di chi lo sfrutta.

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Inizio della lotta.

Per ottenere la suddetta libertà è necessario innanzitutto possedere uno strumento in grado di sviluppare una corretta informazione. Nel nostro caso il simbolo da prendere a riferimento è l'emittente nazionale Rai. L'obbiettivo è quello di imporre alla stessa di ricoprire quel ruolo di utilità pubblica che hanno tutte le televisioni pubbliche nelle nazioni civili, ma che, per volontà e connivenze politiche, nel nostro Paese le è impedito di assolvere.

 

Si potrebbe ottenere lo scopo bloccando il pagamento dei canoni onde spingerla a liberarsi essa stessa dalle sudditanze che le impediscono di svolgere il ruolo che dovrebbe avere sull'informazione del Paese. Tale fine sarebbe perseguibile senza neppure incorrere in impopolari illegalità, ma soprattutto sarebbe possibile farlo senza che il Potere politico possa impedirlo.

Il canone scade ogni anno il 31 gennaio, se gli utenti omettessero detto pagamento per sei mesi sarebbero soggetti ad una sopratassa di neppure 10 euro, 20 per un anno. Vedi: www.abbonamenti.rai.it

Esiste perciò un lungo periodo di tempo in cui ogni utente ha la possibilità di astenersi dal pagamento del cannone rischiando solo una minima sanzione. 

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E' proprio quel tempo che può determinare la fine di un sistema d'informazione divenuto corrotto ed illegale.

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Se gli italiani fossero convinti di fare cosa giusta nell'attivare il piano "Free Rai" ritardando tale pagamento, il simbolo del potere d'informazione di questo Paese rischierebbe di fallire e con esso il sistema politico che lo tiene in ostaggio. A questo punto il problema per quelli della "Casta" si ricondurrebbe a non avere più scampo poiché: se facessero davvero qualcosa per farla funzionare liberamente, chi ha esercitato il potere illegale su di essa verrebbe condannato dall'informazione stessa. Mentre, se non facesse nulla o peggio cercasse di limitarne ancora la libertà, magari abolendo il canone o finanziandola o privatizzandola o altro ancora, dovrà farlo gettando la maschera rifiutando un diritto sancito dalla Costituzione. Condizionare però ulteriormente l'informazione di fronte al mondo che osserva, decreterebbe comunque la loro fine perché il messaggio che ne deriverebbe sarebbe devastante e tale da scuotere il Palazzo dalle fondamenta. Per lungo tempo l'emittente sarà “costretta” a parlare della libertà d'informazione e dei principi da cui dipende la sua sopravvivenza e quindi a dare ampio spazio agli assertori di detta libertà. Si parlerebbe dell'importanza della battaglia in atto per liberare l'informazione e con essa l'Italia dai despoti della partitocrazia e del malaffare. Questo aiuterebbe non solo l’Italia. Si parlerebbe del condizionamento attuato su di lei e della sua impossibilità di educare il Paese al rispetto delle leggi e dei diritti dei cittadini. Si parlerebbe di un' informazione a cui viene imposto il bavaglio della censura per nascondere le illegalità perpetrate ai danni dei cittadini e cosi via. 

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E' necessario iniziare una strategia indirizzata alla liberazione dell'informazione, coinvolgendo i giornalisti non allineati, i non soggetti al monopolio partitico, i movimenti culturali e ogni altra istituzione sensibile al problema. Oltre naturalmente a tutti gli italiani scontenti del sistema televisivo coinvolgendoli in una sollevazione il cui scopo non è ovviamente quello di far fallire l'emittente, ma quello di richiamare l'attenzione su di essa e sui problemi che l'assillano. Una situazione di possibile fallimento, causata solo per svincolarla dal giogo impostole da un sistema politico che le impedisce di svolgere la sua fondamentale funzione di educatore sociale. E’ da presumere che i cittadini italiani sarebbero ben contenti di far sentire la loro voce esprimendo la propria volontà con detta protesta. Una popolazione che non sa come fare per mandare a casa i politici corrotti, i quali si auto-eleggono per fare i loro comodi fregandosene delle sorti del Paese.

Se qualcuno fosse convinto che detta libertà esiste di fatto nel nostro Paese è invitato a meditare seriamente su quanto esposto e ad informarsi meglio perché il rischio è quello di essere inconsapevoli dei danni provocati a se stessi da tale ignoranza. E’ pur vero che qualche denuncia sfugge ai controlli del sistema ma sono solo episodi di una omertà diffusa tesa a nascondere un malaffare che va ben oltre quanto sia lecito immaginare.

In pratica quella che si vuole proporre è la liberazione dei Media dagli oppressori della libertà d'informazione. In questo senso tutti hanno la possibilità e il dovere di attivarsi per sollecitare l'ambiente culturale, le scuole, le università, il mondo del lavoro, le associazioni religiose e la stessa gente in generale, invitando tutti a rivendicare il diritto ad un’informazione corretta.  Questa battaglia costituisce un modo democratico per coinvolgere la gente in una lotta che riguarda gli interessi, la credibilità e le speranze future di tutti. Speranze di una nazione a cui per tanto tempo sono state imposte dai Media delle false verità e delle scellerate strategie politiche di cui oggi siamo purtroppo tutti vittime. Riappropriarsi della Rai significa dare l'unica possibilità al Paese di ricostruirsi su nuovi principi e su nuove basi legali. I Media che non si allineeranno al rispetto delle nuove regole devono trovare nell’indignazione popolare il pane che meritano per i loro denti. Fino a quando tutto questo non accadrà, gli italiani resteranno solo dei sudditi servi, privi di quei diritti spettanti ad ogni essere umano libero.

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Questa Nazione ha un fortissimo ritardo da colmare per riacquistare competitività a tutti i livelli, l'alternative è il baratro della bancarotta. L'emittente nazionale è l'unico strumento che può far cambiare le idee agli italiani in quanto è il mezzo tradizionale più diffuso per educare ed informare correttamente la popolazione. Ritardare ancora la sua liberazione per usufruire dello sviluppo della telematica futura sarebbe tardivo a scongiurare il fallimento del nostro Paese. 

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Le società avanzate si fondano sulla democrazia, la quale impone:

"Mai più privilegi per pochi, ma benessere per l'intera collettività"

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Questo deve essere la strategia dei Paesi civili ed è proprio l'informazione che deve far capire agli italiani quanto sia fondamentale per tutti difendere i principi stabiliti dalla Costituzione. 

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Alternativa:

"Referendum per l'abolizione del canone Rai"

 

L'emittente nazionale rappresenta l'unico strumento che può far cambiare rapidamente le abitudini degli italiani in quanto è il mezzo tradizionalmente più diffuso per informare la popolazione. 

 

La libera informazione delimita il confine che separa le comunità fondate sulla legalità da quelle invece esposte ad illegalità in quanto essa è l'unico strumento che può dare garanzie di controllo sulle direttive istituzionali. Il confronto libero delle idee è un principio che rappresenta una tra le più grandi conquiste raggiunte dall'uomo nel corso della sua evoluzione. In nessun caso tale principio deve essere disatteso se si vuole costruire una società veramente civile e democraticamente avanzata.

 

La pretesa del Parlamento italiano di imporre il pagamento di un canone per un servizio pubblico d'informazione che non rispetta il diritto della libera informazione, lascia ampio margine per chiedere l'abolizione del decreto con il quale è stato riconosciuto all'emittente di Stato il diritto di riscuotere un canone dagli utenti. La Rai è di fatto un Ente Pubblico e quindi ha l'obbligo inderogabile di rispettare quanto sancito dalla Costituzione. Dato che, detto obbligo viene da essa sistematicamente violato e disatteso, essa perde ogni diritto a farsi pagare per un servizio che di fatto risulta essere persino illegale. Nel momento in cui gli organi direttivi della Rai impediscono alla popolazione italiana di accedere ad un'informazione che sia allineata con quanto disposto dalla Costituzione, commettono non solo un illecito ma un atto di inaudita ignoranza e barbarie.  Impedire la libera informazione per occultare notizie d'importanza nazionale presuppone da parte del Direttivo Rai e del Parlamento stesso gravissime responsabilità penali di cui prima o poi saranno chiamati a rispondere.  

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Imporre un servizio d'informazione che in realtà è perlopiù disinformazione, è già di per sé riprovevole a cui si deve aggiungere l'aggravante di voler essere pure pagati.  L'attuale servizio, per il modo di come viene reso, lede gli interessi nazionali in quanto non educa al rispetto delle leggi costituzionali. Quindi il pagamento del canone risulta essere una vera e propria vessazione, legalizzata da chi dovrebbe invece per primo rispettare la Costituzione. Pensando a quanti "Onorevoli", pagati a tale scopo, hanno giurato di rispettare le leggi costituzionali, come non pensare di non........

Ultimamente è stato proposto un referendum per l'abrogazione del finanziamento ai giornali in cui però è stato taciuto che il Parlamento non può finanziare chi non rispetta le leggi della Costituzione negando la libertà d'espressione. Quei finanziamenti sono quindi “illegali” e “anticostituzionali”. In pratica i politici usano i denari pubblici per convincere la gente che è giusto derubarla dei suoi diritti. Questo accade solo in Italia, ma non è un caso.

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Si propone pertanto di promuovere un referendum abrogativo denominato "Free Rai" per cancellare l'ignobile decreto con cui una classe politica incolta, corrotta e vessatoria, costringe gli utenti italiani a pagare un tributo ad un servizio che non persegue gli interessi nazionali. Le scopo non è quello di privare il Paese di un servizio di Stato indispensabile ma quello di costringerlo a liberalizzarsi.

 

PS: alcuni parlamentari si sono già mossi chiedendo l'abolizione del canone, peccato che il loro intento non sia di liberalizzare l'informazione, ma quello di creare le premesse per far fallire la Rai e privatizzarla.

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  Per contatti sul piano "Free Rai": newchange@alice.it 

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Copyright © 8/10/2007 Roberto Sarzi Maddidini - Tutti i diritti riservati. 

I progetti qui esposti sono di pubblico dominio e possono essere divulgati previa menzione dell'autore. 

                                                                                                                              Aggiornamento: 23/8/2008